Interview with a designer: Maria Vittoria Atelier!

Di recente ho avuto il piacere di intervistare una stilista modenese che crea abiti davvero meravigliosi: Maria Vittoria Atelier.

Io : Come e quando ha capito che voleva fare la stilista?
Maria Vittoria: Fin da piccola i vestiti e la moda mi sono sempre piaciuti un sacco, prima lavoravo da mio papà poi ho smesso di lavorare da lui e con delle amiche abbiamo iniziato per gioco. Avevo già 28 anni e non ho fatto nessuna scuola di moda. Avevo un’amica che prima aveva una ditta di abbigliamento e mi sono appoggiata un po’ a lei che mi ha passato i fornitori di tessuti piuttosto che le sarte e il taglio e da lì sono partita. Tutto questo da autodidatta. Se tornassi indietro farei un corso però penso che sia una cosa molto innata, il corso può aiutare a perfezionare, a conoscere delle tecniche ed entrare di più nel mondo della moda, però il disegnare abiti è una dote che si ha nella testa e non si può ricevere da una scuola.Lo stile è una cosa molto istintiva.
Io: Lei che scuole ha fatto?
M: Io ho fatto le magistrali e poi ho fatto qualche mese a Parigi a studiare un po’ di lingue e un po’ in giro per il mondo. Non mi sono laureata ed ho iniziato tardi.
Io: Il centro della moda in Italia è a Milano, come mai ha scelto Modena?
M:Io sono di Modena e siccome ho iniziato in maniera tranquilla, sono sempre stata qua. Il mio è un micromondo, non sono proprio legata alla moda come i grandi stilisti. Adoro Modena, sto bene a Modena e non andrei via. Io disegno una collezione che vendo ai privati, non vendo ai negozi, la mia è una sartoria su misura che è basata su una collezione di cui le persone possono modificare e personalizzare i capi, altre realtà come questa non ne conosco. Qui avendo Carpi e zone in cui ci sono molti laboratori si trova tutto, forse più che a Milano, anzi da Milano vengono a Carpi per gli accessori e altre cose.
Io. Quando disegna una collezione da cosa si lascia ispirare?
M: Io faccio molta ricerca, nel senso che viaggio molto in giro per il mondo, quindi diciamo che assemblo tutto quello che vedo in giro per il mondo, sui giornali, film, street style. Qualsiasi cosa mi dia un imput la utilizzo poi mi lascio guidare moltissimo dai tessuti perché ti cambiano tantissimo il discorso, ci sono tessuti con cui puoi fare determinate cose e altri con cui non le puoi fare quindi in base a ciò dopo capisci cosa realizzare. Io utilizzo tantissimo il crepe de chine perché io non avendo quantitativi molto grossi non uso mai stampe esclusive quindi prendo stampe che trovo e mi piacciono. Il crepe de chine è tinta unita di tanti colori e tante varianti, quindi io facendo tante camicie lo uso perché secondo me è uno dei migliori tessuti per come cade. Il 90% delle camicie per l’inverno sono in crepe de chine e per l’estate uso il cotone-seta. Il tessuto che uso è molto bello e di alta qualità perché secondo me è tutto, uno può fare il modello più bello del mondo ma se il tessuto è scadente allora diventa brutto e non rende.
Io: Che consiglio darebbe ai giovani che vogliono crearsi una carriera nel mondo della moda?
M:Tanta umiltà perché molti giovani vogliono subito fare gli stilisti ma occorrono anni. O si hanno delle basi molto importanti di famiglia dove ci si può divertire, oppure dei grossi finanziamenti, ma se lo si vuole fare veramente ci vuole un’esperienza grande. Sicuramente fare una scuola poiché comunque sia è importante (io non l’ho fatta ma erano altri tempi, erano gli anni 90 ed era tutto più facile; prima facevo uno straccio e lo vendevo mentre adesso non è così). Il mio consiglio è di saper fare tutto, saper fare il modello ma saperlo anche cucire, tagliare e confezionare , come nel programma Project Runway . Bisogna avere un’esperienza tecnica che porta ad acquisire una conoscenza più approfondita di ciò che fai, per esempio fare delle riprese in un certo modo, usare dei tagli, sapere che un dato tessuto ha una cadenza di un certo tipo. Non approcciarsi ad un discorso puramente stilistico ma tecnico, quindi fare una scuola da modellista, una scuola di sartoria e poi dopo quando si hanno questi requisiti e se c’è la passione e il sacrificio è possibile. E’ un momento un po’ particolare adesso, 90 stilisti su 100 freelance sono quasi a piedi perché le aziende non li chiamano più. Gli stilisti che quando ho iniziato io avevano stipendi pazzeschi e lavoravano molto, adesso gli stilisti freelance che lavorano per altri marchi non esistono quasi più, è sparita questa figura. Quindi o ci si crea una situazione tipo la mia dove ci si inizia ad appoggiare ad un laboratorio oppure si può creare un sito internet con delle cose carine e divertenti, è un settore in cui bisogna reinventarsi perché i negozi in Italia non stanno vendendo niente, la moda è troppo strana. Da me su 10 clienti 9 si vestono pulite e classiche e una si veste fashion con questo tipo di moda che comunque finche sei giovane ti puoi anche sbizzarrire. Non c’e più nella fascia media una qualità tale da spendere soldi per un pronto moda fatto dai cinesi, a quel punto vado da zara, non hai in mano niente, non esiste una fascia media a parte ultimamente Max Mara che si è messa a fare cose carine che hanno un ottimo rapporto qualità prezzo ma poi pochi altri. Io sono andata a fare ricerca e ci sono marche che vendono abiti ad un prezzo alto fatti con materiali pessimi, poi lo stile è molto carino e una persona che non se ne intende lo compra non sapendo che spacciano poliestere per seta, hanno tagliato soprattutto nella qualità. Io sto lavorando tanto perché dò un prodotto qualità prezzo ottimo, vendo cose belle con un prezzo buono perciò ho molti clienti, le donne non rinunciano a vestirsi e quindi se trovano una cosa bella con un prezzo interessante la comprano nonostante ci siano gli outlet ,ma chiudono anche questi perché ce ne sono troppi.
Io: E di allargarsi non le è mai interessato?
M: No, guarda sono cresciuta tanto in questi ultimi 5 anni però vorrei tornare indietro più che allargarmi.
Io: Quali sono il momento più difficile e quello più appagante nella vita da creativa?
M: Di momenti difficili ce ne sono stati tanti per esempio quando un tessuto non rende come ti aspettavi, piuttosto che un modello che credevi potesse essere migliore, comunque tutti legati al risultato che credevi potesse essere in un certo modo ma non lo è. I momenti più belli sono quando vedi quello che hai nella testa realizzato più bello di quello che speravi, invece la delusione quando il risultato non ti soddisfa. Poi i momenti difficili sono legati alle sarte, alle modelliste che a volte fanno molto “arrabbiare” perché è difficile gestirle.
Io: Com’è la donna che ha pensato per questa sua collezione estiva?
M: A me piacciono tanti generi, sono abbastanza eclettica, non ho un genere ben definito. Quest’anno mi sono piaciuti molto i pantaloni alla caviglia con le infradito, camicione lunghe o magliette corte. La stagione per un discorso stilistico è molto importante perché non c’è stato freddo quest’inverno e cose molto pesanti non ne faccio più perciò faccio direttamente cose di medi pesi; una moda fresca e un po’ gitana , abiti lunghi e a fiori un po’ hippie chic.
Io: Cosa ne pensa dell’utilizzo dei social media e delle nuove tecnologie?
M: Dipende, da un lato aiutano tantissimo. E’ chiaro che adesso con un click ti compri quello che vuoi. Io personalmente con i social network faccio molta pubblicità e ho avuto un sacco di riscontri, è chiaro che Internet è una lama a doppio taglio nel senso che permette di avere tutto subito senza nemmeno bisogno di uscire di casa quindi è chiaro che alcune attività commerciali, soprattutto chi ha marche giovani, secondo me ne hanno risentito in modo negativo. Quindi forse tra poco i negozi non avranno più senso, però a me piace andare a fare shopping. Io da Internet non ho svantaggi perché ho un’attività mia e vendo ai privati facendo cose su misura, personalizzando il prodotto e dandogli un valore aggiunto ma se si ha un negozio è difficile, perché le stesse cose possono essere comprate tramite un computer o uno smartphone. Alcuni sono contentissimi delle opportunità dei new media e ci lavorano mentre ad altri fanno tanto danno.
Io: Il suo personale pensiero sul mondo della moda.
M: A me piacciono le donne che hanno molta personalità e che seguono la moda ma non in maniera estrema, non capisco gli stilisti che una stagione disegnano cose meravigliose e poi un’anno dopo non sembrano più nemmeno loro e seguono un mercato, quindi non capisco perché alcuni da una stagione all’altra facciano dei cambiamenti molto drastici, non capisco neanche le tendenze troppo d’avanguardia (che poi è giusto che ci siano) ma soprattutto non è giusto che ci siano stilisti che vendono a prezzi altissimi capi che non valgono nulla, il lusso è giusto che sia tale se vale veramente. Alcune cose che fanno gli stilisti non le giustifico, per altre mi inginocchio. Ultimamente la moda è difficile perché il mercato che tira di più è quello dell’est o l’oriente e noi abbiamo un modo di vestire completamente diverso, noi siamo europei ma in Italia e in Spagna siamo quelli con più difficoltà, non pensano all’occidente come moda quindi noi ci dobbiamo adattare a quello che piace ad una donna di Tokyo piuttosto che ad una donna di Parigi, ma quello è il mercato. La moda è un mondo a sé e io non mi allineo tanto, nel senso che le donne della moda sono troppo isteriche e non mi piacciono.
Io: Ha una citazione preferita? Ci sono persone che l’hanno influenzata nella vita e nel lavoro?
M: Una citazione in questo momento non mi viene, poi dico la verità io non ho mai avuto dei miti, nel senso che non sono mai stata fan di nessuno quindi non ho mai avuto una musa ispiratrice, ci sono stilisti che prediligo piuttosto di altri e il discorso è che secondo me ognuno deve vestire a seconda di quello che detta il suo corpo e anche soprattutto in base all’età, in giro si vedono delle cose terrificanti. “Non sei tu che ti devi adattare al vestito è il vestito che si deve adattare a te”.

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